La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 76 del 30 maggio 2025, ha segnato una svolta decisiva in tema di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), ponendo al centro la tutela della persona e il rispetto delle garanzie costituzionali.
Fino ad oggi, la procedura di TSO non prevedeva l’obbligo di comunicare l’ordinanza al soggetto interessato, né l’audizione dello stesso da parte del giudice tutelare. Si trattava di una lacuna grave, soprattutto alla luce dei valori costituzionali e sovranazionali. La questione di legittimità era stata oggetto di analisi da parte della Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 24124 del 9 settembre 2024, aveva sollevato dubbi di legittimità costituzionale riguardo alle disposizioni della L. 833/1978 che regola il TSO, evidenziando la mancanza di garanzie per il soggetto interessato.
Con la sentenza n. 76/2025, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 35 della legge 833/1978 nelle parti in cui non prevede la comunicazione dell’ordinanza al soggetto interessato, non garantisce la sua audizione personale da parte del giudice e non assicura adeguate garanzie procedurali anche in caso di proroga del TSO.
La Corte, richiamando gli artt. 13, 24, 32 e 111 della Costituzione, oltre agli artt. 6 e 13 della CEDU, ha ribadito che il diritto alla libertà personale non può essere sospeso neppure nei confronti di soggetti potenzialmente incapaci.
La sentenza n. 76/2025 rappresenta un passo avanti importante nel bilanciamento tra esigenze sanitarie e tutela dei diritti fondamentali. Un invito, per tutti gli operatori del diritto, a vigilare sul rispetto delle garanzie anche nei contesti più delicati.
Il giudice tutelare dovrà ascoltare la persona interessata, il provvedimento sindacale andrà notificato, e la procedura dovrà garantire il pieno contraddittorio. Un cambiamento importante per avvocati, giudici, medici e amministratori di sostegno.
